Amstel Gold Race 1987

Essere un ciclista e correre nella stessa epoca di Eddy Merckx o Bernard Hinault, non è il massimo della vita. Destino condiviso da molti corridori, anche di grande valore, ma che spesso sono stati costretti a raccogliere le briciole lasciate per strada dal “cannibale” e dal “tasso” (così venivano rispettivamente soprannominati il belga e il francese, due fuoriclasse).

Ciclista e campione nel momento storico sbagliato è stato senza dubbio Joop Zoetemelk, olandese di Rijpwetering, sei volte secondo al Tour de France: due dietro a Merckx, tre volte battuto da Hinault. Un eterno secondo con il certificato di garanzia.

Però se c’è una dote che non è mai mancata a Joop è sicuramente la tenacia, perché alla fine il Tour se lo porta a casa, nel 1980. Vero, l’olandese approfitta del forfait proprio del “tasso” Hinault, ma alla fine scrive il suo nome nell’albo d’oro della “Grande Boucle”.

Zoetemelk è un corridore completo, in grado di conquistare una Vuelta nel 1985, una Freccia Vallone e anche un campionato del mondo nel 1985, a Giavera del Montello, in provincia di Treviso.

Ma la sua impresa più bella è quella compiuta sul finale di carriera, quando vince l’Amstel Gold Race, la classica del suo paese. E’ il 25 aprile 1987 e il corridore olandese festeggia 17 anni di onorata carriera. E’ vecchio, dicono, ma a pochi chilometri dal traguardo di Meerssen è lì, a giocarsela con i migliori. Davanti sono rimasti in cinque, oltre a lui ci sono altri due olandesi, Rooks e Van Vliet, il britannico Elliot e il francese Cornillet.

 

Comincia il solito gioco di nervi, la fase di studio prima di scatenare i cavalli che sono rimasti nel motore, l’ossigeno che c’è ancora nei polmoni, la potenza nelle gambe. I fuggitivi si guardano, rallentano, Zoetemelk non perde tempo e scatta. In pochi istanti è già lontano, a cinquanta metri forse di più, è imprendibile ormai. Il vecchio Joop arriva da solo al traguardo, ha anche il tempo di gustarsi gli ultimi metri a braccia alzate, con la folla che urla e applaude. Zoetemelk sta pensando a tutt’altro, ma in quel momento esatto sta entrando a modo suo nella storia, divenendo a 40 anni e 143 giorni il corridore più anziano a vincere una classica. Nessuno è ancora riuscito a superarlo, e chissà se qualcuno ci riuscirà mai

 

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