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A primavera, quando si corrono le classiche monumento, il weekend successivo alla Parigi-Roubaix si tiene la Tro Bro Léon, una particolare corsa sulle strade della Bretagna, nell’estremità nord-occidentale della Francia.

La Tro Bro  è lunga 200 chilometri ed è soprannominata “la piccola Parigi-Roubaix” o la “Roubaix dell’Ovest”, perché entrambe si corrono su lunghi tratti di pavé.  Nella Tro Bro Leon però non ci si limita al pavé, ma si corre anche su strade sterrate e infangate e sono presenti numerosi sali e scendi

 

L’edizione 2019 è in programma per il 22 di Aprile. Da quelle parti la chiamano “l’inferno dell’ovest“. Venne fondata nel 1984 per finanziare una scuola e fino al 1999 è rimasta una corsa per ciclisti dilettanti: da allora  è invece una corsa professionistica. Ciononostante, la Tro Bro Léon ha mantenuto un aspetto dilettantesco: non c’è la cosiddetta carovana di macchine degli sponsor e non è organizzata dal comitato del Tour de France. Inoltre, al ciclista bretone meglio piazzato all’arrivo viene regalato un maialino.

La Tro Bro Léon non raggiunge i livelli di fama delle grandi corse del nord ed è sempre stata snobbata dal ciclismo “che conta” . Ma non è una corsa facile, anzi.

Negli ultimi anni  il fascino un po’ “sfigato” della Tro Bro Léon le ha permesso di guadagnarsi piano piano qualche articolo di giornale in più, prima in Francia e poi all’estero. Se la Parigi-Roubaix è la più importante corsa sul pavé, la Tro Bro Léon si è comunque riuscita ad affermare come la più importante corsa sul ribinoù, una parola bretone che significa più o meno “tutti i tipi di strade in cui non c’è asfalto”. Sono tracciati agricoli, stradine che si perdono tra i campi, scorciatoie che vengono usate dagli abitanti per congiungere paesino a paesino.

Lo scorso anno il campione del mondo di Ciclo Cross Wout Van Aert aveva messo la Tro-Bon Leon tra i suoi obbiettivi: “Ne ho sentito parlare come una corsa magnifica, sono curioso, vorrei un giorno vincerla”. Chissà in se in futuro non troppo lontano il maialino bretone non diventi uno dei trofei più ambiti fra l’elite del ciclismo mondiale.

 

 

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