andrea tafi fiandre

Il “Giro delle Fiandre” ha la Tv satellitare, l’aria condizionata e tutte le comodità che si possono desiderare per un soggiorno rilassante. Perché “questo” Giro delle Fiandre è uno degli appartamenti del “Borghetto” di Andrea Tafi, agriturismo nel cuore della sua Toscana, tra Lamporecchio e Larciano. Il corridore di Fucecchio l’ha chiamato così per ricordare una delle sue vittorie più belle, infatti ci sono anche gli appartamenti Parigi-Roubaix e Giro di Lombardia. Roba di lusso, insomma: più le corse degli appartamenti. Sì, perché “Tafone” durante la sua carriera ha conquistato ben tre classiche monumento ed è l’unico italiano ad aver vinto sia la Roubaix che il Giro delle Fiandre. Una vittoria da ricordare in modo particolare, quest’ultima, anche perché arriva nel 2002, quando il corridore toscano sta per compiere 36 anni.

La gamba è quella buona, Tafi lo sente, non è lui la punta della squadra quel giorno, ci sono anche Bettini e Nardello nella Mapei del patron Giorgio Squinzi, che prima di virare sul calcio con il Sassuolo, ha dettato legge nel mondo del ciclismo.

 

Il vecchio Kwaremont, un muro con pendenze massime dell’11%, fa la selezione, due velocisti puri come Zabel e Cipollini perdono contatto con i migliori. A 65 chilometri dal traguardo, sul Paterberg, ecco la prima accelerata di Tafi. Si porta dietro Hincapie, Cassani e Sorensen, a cui si uniscono poco dopo un altro Mapei, Nardello, e soprattutto i due belgi Museeuw e Van Petegem, gli avversari più pericolosi. Infatti proprio loro attaccano sul Grammont, il muro più famoso e difficile della corsa; è l’azione buona, ma Tafi non li molla e con lui Nardello e Hincapie. Il toscano scatta e risponde, non cede un centimetro a nessuno e a quattro chilometri dall’arrivo parte di nuovo. Gli avversari si guardano un attimo, provano a inseguirlo, ma non hanno le gambe. Il resto è una cavalcata trionfale che si conclude con il classico arrivo a braccia alzate e un sorriso che vale più di mille parole. I chilometri percorsi e i terribili muri affrontati sono alle spalle, la fatica no, resta nelle gambe, ma questo non è un problema. Di certo non per Tafi, che vent’anni dopo ha addirittura pensato di rimettersi in gioco per correre di nuovo una grande classica, una cosa non da tutti, certamente. Un sogno per noi comuni mortali, che però abbiamo sempre l’opzione di prenotare l’appartamento nel suo Borghetto in Toscana. Anche lì, in fondo, c’è un “Giro delle Fiandre” da godersi.

 

 

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Photo Credits Cycling Tips

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